Deltablues History

Due Delta, un’unica passione musicale. E’ su questo intreccio che nel 1988 in Polesine inizia il percorso di Deltablues, tra i festival di maggior tradizione nel panorama europeo e, da sempre, attento a proporre con rinnovata freschezza lo spirito e le vicende del blues, che la Storia vuole siano iniziate nel 1903 a Clarksdale.

E proprio in quella località, nel cuore del Delta del Mississippi, ha sede il Museo del blues che, tra le tante memorabilia, espone anche quelle del festival italiano nato sulle rive del Po. E questa musica non nasce come semplice intrattenimento, ma è la colonna sonora delle lotte delle popolazioni afroamericane, all’epoca ancora sotto il tallone della schiavitù e delle discriminazioni razziste.

In quegli stessi anni in Polesine si registravano le prime iniziative organizzate di braccianti e operai, che iniziavano a unirsi nelle leghe sindacali, iniziando a costruire un percorso collettivo per il riscatto dall’arretratezza e dal latifondismo.

Nel blues c’è, di sicuro, un punto di contatto tra questi mondi geograficamente lontani, ma ricchi di similitudini nella conformazione materiale, al confine tra terra e acqua, e nel carattere delle popolazioni, che hanno sempre dovuto guadagnarsi il pane col sudore della fronte, ma con l’orgoglio di chi nella dignità lavoro vive la premessa per superare il limite dell’esistente, tendendo a un’orizzonte di equità, liberazione, progresso.

 

1988: Nella prima pionieristica edizione c’è, tra gli altri, un big della scena di Chicago come A.C. Reed. Nel cartellone, che conta già otto band, anche l’armonicista Johnny Mars, oltre ai “profeti” del blues in Italia Cooper Terry e Fabio Treves.

1989: Il successo del debutto porta il cartellone della seconda edizione ad allargarsi a ben 18 artisti tra cui spiccano Jimmy Rogers, lo storico “braccio destro” di Muddy Waters, e C.J. Chenier, il re dello zydeco, particolarissimo genere tradizionale della Louisiana suonato con la fisarmonica. E poi due assi del Mississippi: David Honeyboy Edwards e Frank Frost.

1990: L’energia della chitarra di Walter Wolfman Washington è la spina dorsale del programma del 1990 che, a fianco del virtuoso di New Orleans, vede come headliner R.L. Burnside, l’allievo prediletto di Mississippi Fred Mac Dowell.

1991: Albert Collins è il mattatore assoluto del quarto round di Deltablues. The Master of Telecaster, il cui stile ispirò anche Jimmy Page e Keith Richards, si rende protagonista di uno dei suoi ultimi concerti in Europa. Tra i nomi di assoluto rilievo presenti anche Anson Funderburgh e Joe Louis Walker.

1992: Deltablues festeggia i propri primi cinque anni proponendo leggende come Albert King e Snooky Pryor. Albert King sarebbe morto nemmeno sei mesi dopo e, dunque, il concerto di Rovigo viene ricordato con particolare affetto dagli appassionati. Snooky Prior è ritenuto, invece, il principale innovatore nell’uso dell’armonica che, per primo, amplificò alla fine degli anni ’40 con la tecnica oggi comune a tutti gli strumentisti.

1993: La sesta edizione è all’insegna di James Cotton, forse il più famoso armonicista blues di sempre, e di Junior Kimbrough, chitarrista dallo stile ipnotico ed essenziale, interprete tra i più influenti dello stile del Mississippi, al pari di R.L. Burnside e Honeyboy Edwards.

1994: Marva Wright, straordinaria interprete di New Orleans, e Robert Junior Lockwood, il “figliastro” di Robert Johnson, sono i principali protagonisti di Deltablues 1994 che nel cartellone vede anche il giovane talento Michael Coleman.

1995: E’ una delle annate più ricche della rassegna con una perla come Screamin Jay Hawkins, musicista dalla voce straordinaria e dalla favolosa presenza scenica. E poi il ritorno di James Cotton, i virtuosismi del Magic Slim con il groove di Chicago, la forza della chitarra di Carl Weathersby.

1996: La stella assoluta è Luther Allison, straordinario chitarrista solista della scuola di Chicago e sodale di Howlin’ Wolf. Per l’artista, morto nell’agosto del 1997, fu l’ultimo tour in Europa.

1997: Bo Diddley, Jimmy Rogers, Fernest Arcenaux. La proposta per il decimo compleanno di Deltablues è davvero d’eccezione. Diddley, in particolare, è ricordato come uno dei padri del rock’n’roll: il modo con cui ha reinterpretato il blues ha ispirato, per ammissione dei diretti interssati, Buddy Holly, Jimi Hendrix, Rolling Stones. Applauditissimo il ritorno di Rogers, mentre grande curiosità desta la presenza di Arceneaux, pilastro dello zydeco.

1998: John Mayall è la stella dell’edizione 1998. Il padre del british blues furoreggia in un’edizione che, tra i tanti nomi, si arricchisce anche del ritorno di Marva Wright.

1999: Big a non finire per la dodicesima annata: Ike Turner, Robben Ford, Corey Harris, Lurrie Bell. Un poker d’assi che rende l’edizione una delle più memorabili nella storia del festival.

2000: Sul palco di piazza Vittorio Emanuele si alternano leggende del rock blues come i Canned Heat e nomi emergenti come Eric Bibb che, col suo stile cantautorale, rappresenta uno dei nomi di maggior rilievo nel panorama dei giovani talenti del genere.

2001: Bernard Allison e Lurrie Bell, due figli d’arte degni eredi dei padri Luther e Carey, sono i nomi di maggior spicco di un’edizione che apre alle nuove generazioni del blues.

2002: Il ritorno di Wolfman Washington e l’esordio di Shemekia Copeland sono i due momenti più alti della quindicesima edizione che si arricchisce anche della presenza di un hammondista di rango, come Brian Auger.

2003: David Honeyboy Edwards strega il pubblico numerosissimo accorso nell’area concerti del quartiere fieristico di Rovigo. Un concerto storico, a maggior ragione perché celebrato nel giorno dell’88° compleanno dell’artista. Tra i nomi di primissimo piano in cartellone anche Lucky Peterson e Big Jack Johnson. Nell’edizione del centenario del blues, si esibiscono anche Eugenio Finardi e Andrea Mingardi, con spettacoli pensati proprio per onorare questo anniversario.

2004: Un’altra edizione ricca, con le esibizioni travolgenti di Scott Henderson, uno dei maggiori chitarristi contemporanei, e di John Hammond, straordinario protagonista della crociera concerto sul Po con un memorabile set acustico.

2005: Sulle note di Taj Mahal, due volte vincitore del Grammy per il miglior disco di blues contemporaneo, Deltablues diventa maggiorenne. Altro headliner è il chitarrista Big Bill Morganfield, figlio del leggendario bluesman Muddy Waters.

2006: Il numero uno in cartellone è il pianista Little Willie Littlefield, in un programma in cui si distingue anche la Chicago Blues Festival Tour, un all star della scena della capitale dell’Illinois, capitanata da Wayne Baker Brooks e Donald Kinsey.

2007: Grande successo per la ventesima edizione che può fregiarsi, tra gli altri, della presenza di Charlie Musselwhite, Magic Slim, Al Di Meola, Joey De Francesco. Un approccio innovativo per la direzione artistica che ai grandi nomi del blues, per la prima volta, intreccia la presenza di stelle mondiali di radice jazz.

2008: Un’annata all’insegna dei due principali filoni di blues elettrico, ossia Chicago, con Eddy The Chief Clearwater, e British con i Nine Below Zero. Notevole anche il gig di Watermelon Slim, maestro della slide guitar.

2009: Joe Louis Walker, col suo stile intriso di richiami a B.B. King e T-Bone Walker, è il nome di maggior prestigio nel cartellone della ventiduesima edizione. E poi c’è la coppia formata da Earl Thomas & Paddy Milner, particolarmente apprezzata dal numeroso pubblico che si da convegno in centro storico a Rovigo.

2010: Nel cartellone svettano le due lady Deborah Coleman e Ana Popovic, chitarriste virtuose e fautrici di un blues elettrico di grande impatto live.

2011: Il ritorno di Eric Bibb e Robben Ford nobilitano la ventiquattresima edizione della rassegna, la prima organizzata con formula itinerante per tutto il Polesine. Moltissime le date, distribuite in un’area vasta per offrire anche l’opportunità di apprezzarne le particolarità agli appassionati giunti da fuori regione. Tra le chicche, il concerto di Rafael Gualazzi in piazza a Porto Viro.

2012: Bob Margolin e Ian Siegal, Richard Ray Farrell e Charlie Wood sono i big della venticinquesima edizione, dedicata alla memoria di Honeyboy Edwards, scomparso pochi mesi prima. Per onorarne il ricordo, lo scrittore Massimo Carlotto scrive e porta in scena uno spettacolo, proposto nella suggestiva cornice del Chiostro degli Olivetani di Rovigo.

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